La Danimarca vuole recludere i Clandestini e gli Espulsi su un’Isola predisposta alla Detenzione

Tom Von Oben
Il Daily Stormer
December 5, 2018

Questa soluzione era stata già chiesta da politici francesi per isolare i terroristi islamici dal resto delle realtà della Nazione e dell’Europa, facendo in modo di riaprire le isole prigione della Guyana francese, o meglio l’Isola del Diavolo, una sorta di avamposto prigione come Guantanamo.

Daily Mail.co.uk :

Un anziano politico francese ha chiesto la riapertura dell’Isola del Diavolo – come una prigione per i jihadisti che ritornano in Europa dopo aver viaggiato all’estero per combattere.
Nicolas Dupont-Aignan – candidato alla Presidenza francese nel 2012 – il Sud America sarebbe un posto adatto per “i pazzi” che hanno combattuto con gruppi radicali come lo Stato islamico (IS) e Al Qaeda.
L’isola in Guiana è nota come il luogo in cui l’ufficiale dell’esercito francese Alfred Dreyfus è stato ingiustamente detenuto alla fine del film del 19 ° secolo di Papillon, con Steve McQueen e Dustin Hoffman.
La colonia penale chiuse nel 1953 ed è ora gestita dal Centro nazionale per gli studi spaziali, un ente di ricerca francese ed europeo.
Il maresciallo Sir John Walker, ex capo dell’intelligence della difesa britannica, ha dichiarato: “Se i francesi vogliono isolarli e impedire loro di diffondere il loro credo estremista, allora devi separare i jihadisti dalla popolazione dominante. Sono stati sottoposti a lavaggio del cervello e ciò che è stato loro insegnato. Ma riaprire l’Isola del Diavolo è una strategia ad alto rischio “.
Ma Lord Carlile QC, l’ex cane da guardia della legislazione antiterrorismo del Regno Unito, ha definito la proposta “bonkers” e una “idea stupida che sarebbe illegale nel Regno Unito”.

Sorprendente che questa idea sia stupida ma permettere ai terroristi jihadisti di prendere piede nel Regno Unito, concedere loro il passaporto e favorire l’Islamizzazione con la costruzione di Moschee e quant’altro utile per il loro prosperare, non lo sia.

Tuttavia quest’ ottima idea viene ora ripresa dai Danesi.

Il Giornale:

In base al piano predisposto dalle autorità di Copenaghen, questi ultimi verranno infatti reclusi in un centro di detenzione allestito sulla remota e disabitata isola di Lindholm, al largo della costa orientale del Paese.
La struttura dovrà ospitare cittadini stranieri già raggiunti da provvedimento di espulsione, perché dichiarati privi dei requisiti per ottenere lo status di rifugiati politici oppure perché condannati dalla giustizia danese per reati commessi nella nazione scandinava. Fonti vicine all’esecutivo, interpellate dai media locali, precisano che le persone destinate agli alloggi realizzati a Lindholm dovranno restare in tale condizione di isolamento “fino a quando non sarà attuabile il rientro nei rispettivi Stati di provenienza”. Gli individui in partenza per la remota destinazione sarebbero infatti in prevalenza originari di nazioni che non si sono ancora dichiarate disponibili ad accogliere i clandestini espulsi dal Paese scandinavo. Di conseguenza, fino a quando Copenaghen non avrà siglato accordi in ambito migratorio con questi Stati, gli irregolari non potranno abbandonare l’inospitale località.

E’ l’unica soluzione per evitare che clandestini non aventi diritto, nè buone intenzioni, e i clandestini oggetto di provvedimenti di esplusione, non possano interferire/interagire con gli aventi diritto e diritti della Società civile.

Il costo dei danni provocati da queste masse d’invasione e professionisti , più o meno improvvisati del terrore, supera di gran lunga il costo per il mantenimento delle stesse in aree circoscritte e delimitate, poste in essere per la protezione dei nostri mondi.

Secondo il sito di informazione The Local, il trasferimento a Lindholm dei clandestini presenti in Danimarca sarebbe stato proposto al premier conservatore Rasmussen dai nazionalisti del Dansk Folkeparti (Df), i quali, con i loro voti, “mantengono in vita” l’esecutivo. La tesi della rete all-news è stata confermata dagli stessi vertici del Df, i quali, tramite un comunicato, hanno rivendicato la “paternità” del provvedimento: “I delinquenti stranieri devono andare via dalla Danimarca. Fino a quando non si potrà procedere al loro rimpatrio, questi verranno trasferiti sull’isola di Lindholm, dove verranno sorvegliati ventiquattro ore su ventiquattro dalla polizia. La guardia costiera garantirà inoltre un presidio fisso al largo di tale località, al fine di scoraggiare ogni tentativo di evasione.

Anche a largo della Sicilia e della Sardegna si trovano Isole su cui sarebbe possibile contenere questi individui.
E’ un’ottima soluzione che risolverà e “conterrà” questo problema ormai giunto a livelli titanici di allerta.

L’iniziativa del governo conservatore è stata fortemente criticata dalle ong pro-migranti e dai partiti di sinistra. Ad esempio, il Danish Refugee Council ha etichettato come una “macroscopica violazione dei diritti umani” il trasferimento a Lindholm dei migranti irregolari, mentre Uffe Elbæk, leader della formazione politica ecologista Alternativet, ha accusato l’esecutivo di adottare “scelte abominevoli”. Per il Partito social-liberale, invece, il piano predisposto dal gabinetto Rasmussen non sarebbe nient’altro che uno “spot elettorale”.

Quale sarebbe la scelta abominevole?

Permettere la già vista, conosciuta e pericolosa interazione di gente con usi e costumi totalmente differente dai nostri, di gentaglia che non ha nulla da perdere a rovinare la vita dei loro ospiti o fare in modo di evitare la crescita esponenziale di questo male del secolo appena entrato?

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