L’Italia non dispone di una vera ed autentica Cyber Difesa a livello militare

Tom Von Oben
Il Daily Stormer
December 4, 2018

L’Italia paga lo scotto della sua arretratezza, e del suo sistema “meritocratico” , che raccomandiamo a tutti gli altri paesi del mondo, per un mondo più libero e democratico, e il resto.

Nonostante l’ingente spesa per la DIFESA non abbiamo Cyber Infrastrutture e personale per questo obiettivo ma siamo armati solo di bluff e …polizia postale.

IlFattoQuotidiano :

Ammonta a 25 miliardi di euro la spesa militare italiana per il 2018, l’1,4 per cento del Pil, con un aumento del 4 per cento rispetto al 2017. Si tratta ormai di una tendenza di crescita avviata dal governo Renzi (con un 8,6 per cento in più rispetto al 2015) che non accenna a fermarsi. Nel 2018, infatti, crescono anche il bilancio del Ministero della Difesa (21 miliardi, il 3,4% in più rispetto al 2017) e i contributi del Ministero dello Sviluppo Economico all’acquisto di nuovi armamenti (3,5 miliardi di cui 427 milioni di costo mutui, ossia il 115% in più nelle ultime tre legislature). A rivelarlo è il Rapporto MIL€X 2018, a cura di Enrico Piovesana, cofondatore dell’osservatorio sulle spese militari italiane e di Francesco Vignarca della Rete italiana per il Disarmo.
Tra gli ulteriori focus del dossier quelli sulle le spese italiane di supporto alle 59 basi USA in Italia (520 milioni l’anno) e di contribuzione ai bilanci Nato (192 milioni l’anno), sui costi nascosti (Mission Need Urgent Requirements) delle ‘infinite’ missioni militari all’estero (16 anni di presenza in Afghanistan e 14 anni in Iraq), il costo della base militare italiana a Gibuti intitolata all’eroe di guerra fascista Comandante Diavolo (43 milioni l’anno) e lo ‘scivolo d’oro’ dimenticato per gli alti ufficiali ma condannato dalla Corte dei Conti e l’onerosa situazione dei 200 cappellani militari ancora a carico dello Stato (15 milioni l’anno tra stipendi e pensioni).
LA PREVISIONE PER IL 2018 – I dati contenuti negli stati di previsione allegati alla Legge di Bilancio 2018, approvata dal Parlamento il 23 dicembre 2017, mostrano un incremento annuo del 3,4% (circa 700 milioni) del budget previsionale del Ministero della Difesa, che passa dai 20,3 miliardi del 2017 ai quasi 21 miliardi del 2018.
PER ARMI E INFRASTRUTTURE 2,3 MILIARDI IN PIÙ – Analizzando il dettaglio delle voci di spesa previste per il 2018 spicca un aumento del 9,7% dei fondi ministeriali per gli investimenti in nuovi armamenti e infrastrutture (2,3 miliardi). In aumento del 4,6% anche la spesa per il personale di Esercito, Marina e Aeronautica (10,2 miliardi) nonostante la riduzione degli organici dettata dalla Riforma Di Paola, a causa degli aumenti stipendiali per gli ufficiali superiori previsti dal recente riordino delle carriere. Questo per quanto riguarda i fondi preventivi relativi al solo bilancio del Ministero della Difesa, anche se ormai da anni i bilanci consuntivi diffusi in seguito risultano mediamente superiori di circa 2 miliardi ai preventivi.

Cosa spendono a fare tutti quei soldi se non hanno delle divisioni e delle infrastrutture che operano concretamente per la Cyber Difesa Nazionale?

Vi racconteranno che c’e’ la Polizia Postale, esercitazioni Nato, e qualche ufficio sepolto a Roma con una saletta armata di qualche server e frigobar per gli illustri ospiti, ma nella realtà dei fatti , e non possono contraddirmi, al momento non abbiamo come, e il come è grosso quanto una casa, rispondere ad eventuali attacchi di nemici interni e esterni alle nostre reti bancarie, energetiche, industriali e di telecomunicazione stessa. Perchè? Perchè gli attachi ormai avvengono da anni sotto il costante silenzio dei media gnorri di sistema.

Non si è mai vista un’esercitazione adeguata, tranne qualche Esercitazione sotto la guida NATO, come la Endeavor, dato che ogni paese mebro NATO ha la responsabilità delle proprie reti,

e attaccare le reti italiane equivale ad attaccare il territorio italiano, anzi molto di più dato che il nostro cyber territorio racchiude tutte quelle cose che regolano davvero le realtà dinamiche delle nostre vite quotidiane, dal conto in banca ai certificati presso le pubbliche amministrazioni, ai dati personali raccolti e conservati presso la Sanità o i Tribunali Civili e Giudiziari.

-2017- Il Ransomware WannaCry piega in due anche l’Italia

-2017Lo segue Petya

Blog Kaspersky parla chiaramente della crescente onda Malware che sta attaccando l’Occidente sviluppato, l’Italia è il primo obiettivo dei programmi di intrusione ed estorsione, in primis le sue reti di e-Commerce

La Banca d’Italia segnala eMail che in maniera fraudolenta si spacciano per la Banca stessa.

Poi troviamo il Caso EyePyramid , e altri Ransomware come SkyGoFree, Ursnif, tutti operanti da e per l’Italia.

Potrei continuare così come questi attacchi stanno continuando mentre scrivo, quello che invece non continua, perchè non esistente, è la risposta della Cyber Difesa dell’EINET.

Affidare la vigilanza dei propri network nazionali alla sola Polizia Postale è tutto quello che spendendo MILIARDI SU MILIARDI E TUTTI GLI ANNI la nostra Difesa riesce a fare.

Si dovrebbero aprire serie indagini da parte della Magistratura sui conti del nostro reparto Difesa per capire come vengono impiegati questi soldi, e chi sceglie chi e come.

Dato che non disponendo di Osint, e Sigint, ma solo di Humint , e peraltro di mediocre livello, cosa che è data sapere dall’aver ottenuto personale in larga parte proveniente dal processo “meritocratico italiano”, non vedo come si possano usare questi soldi, anzi miliardi e miliardi, per poi pagare software a società private come Hacking Team per la sorveglianza e al contempo non riuscire ad avere reparti addestrati in grado di hackerare dispositivi UAV, reparti d’assalto in grado di disattivare reti di allarmi video e audio, senza usare jammer,  al fine di penetrare negli obiettivi -bunker- desiderati, reparti di monitoraggio wardriving per uploadare malware in reti wifi con hotpot malevoli creati ad hoc in grado di carpire le informazioni di ribelli nascosti tra civili, e Supercomputer in grado di decriptare dati e messaggi nemici entro tempi utili.

Abbiamo reparti in grado di creare una Base Operativa dal nulla nel mezzo di un conflitto di guerra con armi batteriologiche?

Come spendiamo questi miliardi per difenderci se abbiamo i nostri nemici a spasso per le nostre strade e a spasso dentro ai nostri computer?

La cyberdifesa italiana è come l’ideazione di un film su Anna Frank… qualcosa di impossibile nei fatti se ci si attiene a quello che c’e’ scritto parola per parola nel diario parola…

Perchè dobbiamo pagare software a Compagnie Private che poi è lo stesso che vendono a paesi stranieri?

In buona sostanza non abbiamo un bel nulla, e le parole di questo Militare sono rivelatrici, NON ABBIAMO PROPRIO UN BEL NULLA se non belle parole che neanche il migliore dei vostri militari saprebbe tradurre in azioni contro il nemico.

Chiedetelo ai vostri figli…“, “…diamo elettricità alla Dinamo” , “Ci crede…Generale?

LoL

 

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