Morire di Cultural Marxismo nel XXI° Secolo davanti ad un supermercato

Tom Von Oben
Daily Stormer
September 25, 2018

Hanno spinto forzatamente le popolazioni europee ad accogliere questi falsi disperati, questi migranti importatori di violenza e crimini. I risultati di questo “import” i più fortunati, quelli che lo sono ancora, li possono vedere sui giornali, su internet, e ogni tanto nei giornali, dato che i giornalisti di Sinistra in Europa rappresentano la maggioranza e coprono dove possono costantemente questi misfatti.

Questi bugiardi cultural marxisti non sono pari, madri, fratelli o sorelle che evidentemente avranno da piangere i loro figli..uccisi barbaramente da questi liberi selvaggi invasori clandestini o mietitori di morte.

Occhi della Guerra :

“Sto lottando per avere giustizia. È questa l’unica cosa che mi tiene ancora in vita”. Mentre ci parla, Karsten Hempel ha due occhi che esplodono di rabbia e dolore. Fanno venire i brividi. Questo uomo sulla sessantina dal modo di fare delicato è un padre che ha perso il suo unico figlio. La cosa peggiore che possa succedere a un genitore, quindi. Ora la sua storia, dopo essere stata soffocata dall’omertà dei principali media tedeschi, arriva in Italia. “Il 29 settembre 2017 mio figlio è stato picchiato a morte da un richiedente asilo siriano davanti a un centro commerciale a Wittenberg. L’episodio – racconta Karsten – è stato ripreso dall’inizio alla fine da una telecamera di sorveglianza dell’edificio”. Dopo aver denunciato il fatto tramite i suoi legali, infatti, Karsten riceve dalla procura di Dessau una copia del filmato.
Come si può vedere dalle immagini, la sequenza è piuttosto chiara. Il 29 settembre 2017 verso le 15 Marcus Hempel, 30 anni, arriva al centro commerciale insieme alla sua fidanzata. La coppia parcheggia le bici e si avvia a piedi verso l’ingresso. Intanto i quattro richiedenti asilo siriani sono fermi su un lato. Marcus è già oltre la porta quando uno di loro urla qualcosa. Il trentenne torna allora indietro innervosito. I due iniziano a discutere e a spingersi, fino a quando Marcus tira uno schiaffo al siriano. L’immigrato, a quel punto, si scaglia contro di lui e lo colpisce alla testa. Una, due, tre volte. Al terzo pugno Marcus finisce per terra sbattendo violentemente la testa. Morirà qualche ora dopo in ospedale.
“La polizia ha rilasciato subito dopo un comunicato stampa. E questo comunicato stampa -spiega Karsten – corrisponde a quello che si vede nel video, è corretto”. Fin qui, quindi, tutto quadra. Ma ecco cosa succede in seguito. “Tre giorni dopo l’accaduto la procura di Dessau rilascia un comunicato stampa che contraddice completamente quello della polizia e cambia tutto ciò che si vede nel video”. Il pm di Dessau, infatti, archivierà il caso affermando che il richiedente asilo avrebbe agito per autodifesa.

Quindi, il “richiedente asilo” è stato non rilasciato, è sempre stato libero, prima e dopo l’omicidio del ragazzo tedesco, ….libero….. di stare ad elemosinare e uccidere davanti ai supermercati di tutta Europa, perchè… si “autodifende”.
Noi che non vogliamo quest’Immigrazione da follia psichiatrica ci “autodifendiamo” pure.
Sia chiaro.
Chiunque venga tacciato di razzismo da oggi sappia che non sta facendo qualcosa contro la legge, o contro la società, poichè si “autodifende”, e lo fa non come quel siriano bastardo, ma si autodifende realmente CONTRO quel che fa “liberamente” quel siriano.

Questo Makus Steeger (il nome del siriano, ndr) non è mai stato arrestato né messo in custodia cautelare. Niente, proprio niente”, spiega Karsten. Il richiedente asilo che ha picchiato Marcus, infatti, è libero e vive tranquillamente in Germania. La polizia l’aveva fermato per circa 24 ore il 29 settembre, ma poi il pm non ha convalidato la misura cautelare. “Io penso che il modo in cui il caso è stato presentato sia stato pianificato fin dall’inizio. Provate a immaginare se, da un momento all’altro, in una città con così tanti turisti si viene a sapere che un ragazzo tedesco è stato ucciso da quattro richiedenti asilo. Ecco, io credo che abbiano voluto nascondere come sono andate davvero le cose”.
Secondo la polizia, dunque, Marcus è stato colpito da diversi colpi alla testa. Il pm di Dessau, invece, parla di un solo colpo. “Perché mi vogliono dire che una cosa è blu quando è verde?”, si chiede Karsten. E aggiunge: “Forse il pm non sa contare?”.

Certo, fanno vedere cose blu quando sono in realtà verdi, convincono le persone che è giusto che uno sconosciuto senza documenti, senza istruzione, senza fissa dimora, che mendica e razzia qui e là, stia libero per le strade e davanti ai supermercati, ad insultare e picchiare a morte la gente, poichè si “autodifende” come ogni animale fa in una giungla.
Ne consegue che vogliono farci accettare il fatto che non viviamo più in una società civilizzata ed avanzata, legata tradizionalmente ad un passato glorioso di cultura umana, ma che viviamo , SECONDO LORO, nella giungla, nelle stesse società shithole da cui provengono questi loro “pargoli”, che vivono sotto i ponti, pronti a picchiare e stuprare ragazze indifese.

E dobbiamo accettare questa cosa contro il nostro volere sovrano.

Legiferassero in una società fantastica si arrogherebbero il diritto di lasciare libero King Kong per le strade additando il fatto che le bestie rare e violentemente impaurite non si toccano. E butterebbero giù l’Empire State Building prima che Kong vi si arrampichi in modo che non possa poi cadere dalla cima e “farsi male”.

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