Non avranno strade né piazze ma il suo Nome e il suo Sacrificio li ricorderemo qui oggi

Tom Von Oben
Il Daily Stormer
November 8, 2018

Le ultime ruote del carro in tutti i settori fanno il lavoro più ignoto ed ingrato che nonostante non venga mai menzionato su nessuna prima pagina o nei talk show da prima serata rimane il più importante compito svolto nella quotidianità di questo mondo moderno.

Nel caso Cucchi ho scritto chiaramente che se esistono delle mele marce queste vanno gettate al macero senza pensarci due volte o avere tentennamenti di sorta, ed in questo caso esaltiamo una mela buona, un militare semplice e buono che per spirito di abnegazione e senso del dovere è perito nell’azione.

Il Giornale :

Eroe? Forse. Di sicuro una delle tante, troppe vittime di uno Stato che elogia i suoi militi e poi ne sfregia la memoria. Emanuele indossava una divisa e voleva portare a termine il suo compito: catturare i banditi. Lo ha fatto sprezzante del pericolo, senza badare a quel treno che sfrecciava sui binari. Troppa foga? Forse. Troppa dedizione al Paese? Sicuramente. Emanuele è morto per un innato senso del dovere: un treno lo ha schiacciato mentre rincorreva un bandito sfuggito alla cattura. Era sera, la visibilità bassa. È spirato sul colpo.

Eroe , e senza forse.

“Non avrà strade né piazze – scriveva ieri l’Arma nel post di commiato – perché è ‘solo’ l’ennesima vittima di una guerra combattuta tutti i giorni, quella silenziosa contro il crimine. E perché, anche se qui lo scriviamo quattro volte, il suo nome a breve non lo ricorderà nessuno. Per noi però Emanuele Reali, Vice Brigadiere dei Carabinieri, sarà eternamente giovane e bello. Sarà per sempre un eroe”.

Deve anche essere motivo d’ispirazione per quelli che si lasciano andare a comportamenti che nulla hanno a che fare con il senso civico ed etico.
Servire i buoni ed acciuffare i cattivi, ma fare entrambe le cose con massima professionalità.
Questa è la Forza dell’Ordine.
Purtroppo l’addestramento militare della Forza poi usata con scopi sociali può far eccedere e portare ad un senso di onnipotenza più volte criticato ed oggetto di gravi casi.
Allora la figura di questo Eroe deve tornare alla mente del militare ed ispirarsi a lui affinchè nè la sua , nè la propria vita al servizio della Nazione si macchi di un significato diverso e oscuro.

Trentaquattro anni, una moglie e due figli. Lascia anche il padre il lacrime e una madre inconsolabile. “Gli dicevo sempre di stare attento”, ripete il babbo senza darsi pace. Ma i generosi son fatti così: sono pronti a tutto pur di portare a termine una missione.
Ecco, la missione. Emanuele stava partecipando ad un’operazione dei carabinieri di Caserta contro un gruppo di ladri di appartamento. Ne avevano già catturati due all’interno del parco La Selva subito dopo un furto. In auto sono stati trovati due radio trasmittenti complete di auricolari, una valigia contenente arnesi da scasso, un marsupio con una pistola giocattolo, due telefoni cellulari e una parte della refurtiva: un aspirapolvere e un elettrodomestico Bimby. Immediatamente è scattata la caccia agli altri due complici sfuggiti al primo blitz. Li hanno beccati intorno alle 19 vicino alla stazione. Il primo è finito subito in manette, l’altro ha scavalcato il muretto della ferrovia trascinandosi dietro Emanuele per portarlo verso la morte.
Chissà cosa direbbe Emanuele se sapesse che tre dei quattro banditi (catturati con fatica) la galera non se la stanno facendo. Due sono già ai domiciliari e il terzo è stato subito liberato dal giudice (se la caverà con un obbligo di dimora a Napoli). Il quarto, quello che il militare stava rincorrendo, è ancora ricercato. Tradotto: nessuno dei malviventi che hanno innescato il tragico inseguimento guarderà il cielo da dietro le sbarre.

Ecco perchè lottiamo, non per punire fisicamente quei ladri, ma per mandarli ai lavori forzati, per punirli severamente.
Ecco la società liberale e marxista cosa ha prodotto: eccesso di garantismo e frivolezza, cose che hanno portato alla fine un degno sottoufficiale militare e fuori dalla punizione, per questo correlato crimine, degli schifosi topi di appartamento.
La morale che ne esce fuori è spaventosa.

Forse allora ha davvero ragione l’Arma: Emanuele non avrà mai una strada intitolata. In Italia se la merita Carlo Giuliani, ma non chi perde la vita per difendere la sicurezza degli italiani. Ormai ci siamo abituati, passi pure questa. Ma sapere che l’eroismo del vicebrigradiere è stato del tutto inutile è un schiaffo che si fa fatica a digerire. “Un sacrificio inutile”, piange il padre. “Adesso lo chiamano eroe, ma ormai non serve a nulla. Questo Stato non difende chi fa il suo lavoro”.

Sacrificio inutile. Sono d’accordo, questo Sistema Politico e sociale rende inutili i sacrifici.

Ecco perchè la gente perbene non dovrebbe più lasciarsi fuorviare da politiche buoniste, marxiste, e liberali.

Ecco perchè siamo stufi ed in rivolta contro il mondo moderno.

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