Non esiste una Verità sul Caso Giulio Regeni che non sia Falsa e Pericolosa quanto la Primavera Araba

Tom Von Oben
Il Daily Stormer
December 6, 2018

Egitto. Un paese islamico dove le donne thot vengono processate per andare vestite come sgualdrine a celebrazioni ed eventi.

Siamo in un paese dove si sono succeduti in pochi anni diversi regimi, da quello di Mubarak, a quello di Morsi e poi El Sisi. E questo vuole significare che diverse asset organizzativi hanno preso il posto di altri scatenando faide interne e rivendicazioni più o meno violente.

Lo stesso paese dove uno straniero viene rapito, torturato e ucciso per andare in giro a fare domande.

Questo ragazzo oggi ha un nome: Giulio Regeni, italiano, educato al Marxismo e professante lo stesso.

La sua morte si va ad inquadrare in quella che gli ebeti giornalisti hanno chiamato La Primavera Araba.

Wikipedia :

Con Primavera araba (in arabo الربيع العربي al-Rabīʿ al-ʿArabī) si intende un termine di origine giornalistica utilizzato per lo più dai media occidentali per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011.[1] I paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse sono la Siria, la Libia, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, l’Algeria, l’Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti, mentre ci sono stati moti minori in Mauritania, in Arabia Saudita, in Oman, in Sudan, in Somalia, in Marocco e in Kuwait.[2][3][4] Le vicende sono tuttora in corso nelle regioni del Medio Oriente, del vicino Oriente e del Nord Africa.[5][6]

Gli sguatteri giornalisti marxisti al soldo dei Kike esaltarono quelle proteste maghrebine e medio-orientali paragonandole a voglia di Libertà e di Democrazia in paesi (islamici) oppressi da Dittature.

I fatti hanno dimostrato tutto il contrario.

Quei regimi erano retti da personalità che semplicemente non trattavano con i loro pari , o “Dittatori” Occidentali, come i Clinton, i Sarkozy, Merkel, Juncker, Obama.

Per fare in modo di farli cadere allora si pensò ad inserire tra le fila del malcontento di questi popoli degli agenti provocatori.

Scoppiarono le proteste, alimentate dagli sguatteri occidentali e dai loro padroni, pompando idiozie come libertà e democrazia in paesi musulmani, paesi islamici di ferro, dove puoi tutto tranne che professare libertà occidentali e democrazie dirette occidentali.

La c.d. Primavera Araba era in realtà un movimento islamico che si opponeva al potere secolare e non conservatore dei regimi in questione. Fu così che l’ISIS fece sbocciare i suoi fiori in questa primavera…

La Primavera Araba fu in realtà l’Ascesa e la Rivoluzione dell’ISIS dal Medio Oriente al Maghreb.

Oggi della primavera araba non resta un bel nulla perchè , come nel Gattopardo, è cambiato tutto per non cambiare niente, perchè quello che quei popoli chiedevano non era lo stesso cambiamento che potremmo noi occidentali chiedere in Occidente.

Se leggete uno degli ultimi articoli di Regeni , sotto il falso nome di Antonio Druis,
capirete che questo ragazzo era veramente convinto di espandere il marxismo illiberale e sordo tra i sindacati dei lavoratori in lotta contro il governo appena restaurato dopo le rivolte del 2011.

Regeni scriveva degli scioperi dei lavoratori, i quali rivendicavano “l’estensione di diritti salariali e indennità riservate alle società pubbliche”, dato che questi avevano smesso di godere di questi benefici dopo le privatizzazioni dell’era Murabak.

Tutto questo mentre l’ISIS, o il Mostro Anubis, veniva liberato a danzare con stragi e morti in quelle terre.

Ma la verità è che Mubarak è stato deposto con dolcezza, e che ai sindacati delle cazzate marxiste di Giulio Regeni non è mai importato un bel nulla, perchè per questi egiziani, così come per tutti gli altri saraceni, ottomani e infedeli, ciò che accade nel proprio paese deve rimanere all interno del proprio paese, per la serie “i panni sporchi si lavano a casa propria”, gli “agenti” stranieri, che siano al soldo di servizi segreti o di corporation per privatizzazioni di società statali, e quant’altro, sono indesiderati.

Infatti Regeni è stato denunciato proprio da un capo dei sindacati.

E non dimentichiamoci che Regeni lavorava per Oxford Analytica.

Il fatto Quotidiano:

La Oxford Analytica è considerata mondialmente tra le aziende di analisi e ricerca più accreditate. Fondata nel 1975 da David Young – ex assistente di Henry Kissinger ed ex membro del National Security Council statunitense – oggi annovera nel board giornalisti esperti di Oriente, investitori internazionali e analisti provenienti da governi di diversi paesi, tra i quali l’ex sottosegretario di Stato Usa John Negroponte e l’ex capo dei servizi segreti inglesi Colin McCole.

In genere i Servizi Segreti usano queste aziende di analisi come copertura per inserire i loro agenti sul campo, sia quelli che sanno di essere agenti, sia quelli che nemmeno lo sospettano, tra cui penso possiamo annoverare la figura sempliciotta e cultural marxista di Giulio Regeni.

Hanno fatto fare il lavoro sporco proprio a questo ragazzo, imbevuto di dottrine marxiste fino al midollo, e lui non si è reso conto che lo stavano manipolando, lo stavano spendendo in un contersto molto instabile, nella mischia di una baraonda fatta da gruppi, lobby, smossi dalla caduta del vecchio regime.
Sicuramente fossi stato un agente del vecchio regime, spodestato insieme ai miei vertici da quella che è una scopa nuova , anche voluta e sostenuta da governi stranieri, Regeni e simili non mi starebbero affatto simpatici, e sarei proiettato a trasformarli nel capro espiatorio colpevole della mia rovina.

Faceva domande agli ambulanti, troppe domande, li vedeva come quelli in grado di rovesciare le cose, ma loro hanno rovesciato lui dentro il suo primo e ultimo incubo.

Repubblica :

MOHAMED Abdallah, capo del sindacato egiziano degli ambulanti, in un’intervista all’edizione araba dell’Huffington Post, ha ammesso di essere un informatore dei servizi segreti e di aver consegnato Giulio Regeni all’Interno, cioè agli uomini che rispondono al presidente Al Sisi, perché “faceva troppe domande”. Lo riporta Brahim Maarad, giornalista bilingue, su ‘l’Espresso”. “Sì, l’ho denunciato e l’ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso”, racconta il capo del sindacato. “Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni – afferma Abdallah – Solo loro si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona”.

Perchè è morto?

Perchè pensava di essere in un paese occidentale, di operare al di sopra delle parti, godendo di un’immunità frutto delle sue fantasie marxiste, un illuso in un paese non moderno che certo non stava aspettando lui e quelli come lui per poter sistemare le cose, ed anche le cose che voleva sistemare non certo dovevano essere sistemate secondo l’ideologia di Regeni.

Marxisti , come Regeni, pensano di essere intellettuali, detentori di verità assolute, di operare per il bene e che questo bene da loro elargito alle masse sia accettato in maniera universale.
Sono convinti che possono salvare il mondo invece distruggono se stessi e gli altri, ecco perchè le scuole dei marxisti, le loro Università, i loro docenti, sono pericolosi.

Probabilmente avessi conosciuto Regeni avrebbe snobbato tutto quello che penso di quelli come lui, sono anche sicuro che mi avrebbe disprezzato e etichettato come un volgare nazista.

Così oggi potrei prendermi la mia vendetta ed accanirmi sulla sua figura ma non lo farò.

Regeni ha creduto alla follia marxista fino alla fine, molto meglio di tutti quelli che ora chiedono verità per la sua morte, di tutti quei porci comunisti che giocano a Risk-Riskiko col culo degli altri invece che con il proprio.
Ne conosco una marea di questi personaggi da strapazzo con kefiah intorno al collo e sporcizia da centro sociale per contorno.

Regeni alimentava questo stato di cose, non aiutava la Società, o l’Italia, nè tantomeno gli egiziani che lo hanno mandato a morte, e gli stessi individui che lo hanno trucidato.

Prima che da qualsiasi egiziano, Giulio Regeni è stato ammazzato dal Marxismo.

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