Siamo con i Magistrati e con l’Imperatore: Siamo tutti Italiani

Tom Von Oben
Il Daily Stormer
September 8, 2018

Anche i Magistrati devono essere fieri di essere italiani.

L’Imperatore mi ha preceduto nella spiegazione che seguirà, quindi cercherò di ampliare la discussione.
Non è detto che i giudici in base alla denuncia di un trasandato fumatore di spinelli sinistronzo abbiano dolo marxista nel nuocere agli intenti dell’Imperatore e della Volontà popolare.
In assenza di una normativa chiara su chi è chi quando bussa alle nostre frontiere dopo anni di laissez faire laissez passer indiscriminato ad opera di una cricca di disonesti criminali governanti, e tali solo perchè debbono dire grazie alle Destre divise e ad un Presidente della Repubblica Marxista Massone, circostanze che fecero della loro minoranza di voti una maggioranza di Governo, i magistrati ponendo queste accuse a chi invece vuole invece mettere un freno rigoroso a questo un fiume in piena continuo che per i motivi più disparati e “disperati” vuole mettere piede nella nostra società e/o entrare a far parte della nostra società europea, cristiano, cattolica, democratica, repubblicana tutit i giorni e tute le notti da anni e anni, potrebbero fare finalmente chiarezza su ciò che è bene e ciò che è male per l’Italia, e addirittura l’Europa. Non temiamo la Giustizia ma la abbracciamo.

Il Giornale :

“Non c’è nessun golpe giudiziario”. Il giorno dopo l’attacco ai magistrati di Palermo, che hanno deciso di indagarlo per aver impedito alla nave Diciotti di attraccare al porto di Catania e far sbarcare i migranti recuperati nel Mediterraneo (guarda il video), Matteo Salvini smorza i toni assicurando di aver rispetto per il lavoro di tutti”, anche quello dei magistrati (guarda il video).
“Ci sono delle inchieste, spero che facciano bene e in fretta – ha tagliato corto il ministro dell’Interno a margine del workshop Ambrosetti di Cernobbio – non mi tolgono il sonno, vado avanti a lavorare per fare quello che gli italiani mi chiedono di fare”. Un compito, quest’ultimo, che intende portare avanti per i prossimi cinque anni “senza essere considerato un assassino, un delinquente o un sequestratore”.

Il sequestro di persona è regolato dall’Art.605 del Codice Penale, nella fattispecie punisce la privazione della libertà personale per una durata di tempo apprezzabile, cioè quando si costituisce o viene a crearsi una ipotesi di reato permanente da parte di un soggetto o più soggetti che limitino in maniera CONSIDEREVOLE la libertà di movimento, parola ed espressione di altro soggetto o soggetti.
Questo reato è configurabile quando esiste un dolo dovuto alla volontà di privare un soggetto o più soggetti della libertà personale e questi soggetti si intendano così privati della loro libertà che non possano recuperare questa nell’immediato.

Quindi, le forze dell’Ordine che trattengano presunti criminali , presunti terroristi, o persone messe in quarantena poichè infette o potenzialmente infette con qualche malattia contagiosa commettono un sequestro di persona?

La legge limita e prevede caso per caso. Resta il fatto che gli eritrei (o etiopi?) sulla Diciotti insieme al personale di bordo non erano “sequestrati” ma come avviene anche negli aereoporti, A CHI E’ SPROVVISTO DI DOCUMENTI validi, cioè avendo un passaporto scaduto, i passeggeri possono essere trattenuti finchè non sarà chiara la loro identità e posizione.
Non dovevano nemmeno essere sbarcati perchè senza titoli, non in fuga da guerre, ma possibilmente terroristi essi stessi, dato che se questi ignoti stranieri senza documenti mentono sulla loro nazionalità di origine su cos’altro potrebbero mentire?

Panorama :

“Nei centri di accoglienza che ho girato nell’ultimo anno almeno un terzo degli eritrei sono finti. In gran parte si tratta di etiopi del Tigrai, che parlano la stessa lingua e hanno i tratti somatici simili ai nostri”.
A denunciare lo sconcertante imbroglio è un richiedente asilo che viene da Asmara. L’aspirante rifugiato prosegue: “In Africa, grazie alla corruzione, rubano e vendono le nostre identità perchè abbiamo diritto alla protezione internazionale, ma ci meravigliamo che questo venga tollerato in Italia“.
Gli eritrei in attesa dell’asilo politico nel nostro Paese adesso sono pochi, 2.651 e gli arrivi in calo (6.386 nel 2017). Però dal 2013, quand’è iniziato il boom dopo il terribile naufragio di Lampedusa (368 morti), sono sbarcati in Italia 109.266 migranti che hanno dichiarato di essere eritrei.
Già due anni fa l’ambasciatore austriaco in Etiopia, Andreas Melan, aveva denunciato l’inghippo sostenendo che “il 30-40 per cento dei rifugiati eritrei in Europa sono in realtà etiopi”. Una precisazione: fra Etiopia ed Eritrea non corre buon sangue, dopo la sanguinosa guerra del 1998, che ancora non ha tracciato un confine definitivo.
Anche una fonte italiana a Tripoli, in prima linea contro il traffico di uomini, conferma: “Pure in Libia è noto che molti migranti eritrei diretti in Italia sono in realtà etiopi. Si spacciano per eritrei sapendo che è facile ottenere l’asilo politico”.

Un Ministro dell’Interno come Stato Sovrano ha il dovere di verificare chi siano questi ignoti stranieri, questi sconosciuti (a maggior ragione se portatori di malattie contagiose) che vogliano mettere piede nel suolo italiano, ed ha il diritto di respingerli prima che possnao entrare e dileguarsi tra i cittadini.

Il cambio di registro di Salvini, decisamente più soft e conciliante, arriva dopo i violenti interventi del vicepremier grillino Luigi Di Maio e del Guardasigilli Alfonso Bonafede che, in men che non si dica, sono corsi a schierarsi con la magistratura invitando il leader leghista a “rispettare l’autonomia” delle toghe. Per Matteo si preannuncia un autunno decisamente caldo: le indagini della magistratura sul caso Diciotti e il recente pronunciamento del Riesame di Genova non hanno fatto altro che esacerbare i già difficili rapporto tra il Carroccio e la magistratura che, dopo l’exploit alle elezioni del 4 marzo e il recente boom nei sondaggi, ha affilato le armi fino ad arrivare a sequestrare tutti i conti di via Bellerio, anche le donazioni arrivate dai militanti. Tanto che ieri sera, dopo aver aperto in diretta su Facebook la busta che conteneva l’avviso di garanzia della procura di Palermo che lo sta indagando per il sequestro degli immigrati che si trovavano sulla Diciotti, Salvini ha attaccato a testa bassa: “Un organo dello Stato (la magistratura, ndr) ne indaga un altro (il ministro dell’Interno, ndr). Con la differenza che io sono stato eletto da voi cittadini, miei complici. Altri non sono eletti da nessuno e non rispondono a nessuno”.

Detto questo, se serve un processo giudiziario a chiarire quello che vagamente e meno vagamente dice la legge italiana e la Costituzione (Articolo 52. La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.) ben venga.


Il Ministro non ha agito con dolo al fine di torturare, causare la morte, umiliare i soggetti sconosciuti a bordo della Diciotti. I soggetti sono stati nutriti, curati, addirittura seguiti da un team di nutrizionisti, e si è provveduto ad ogni dettaglio per la loro igiene e cura personale, forse perfino svago.

Ieri sera, dopo l’ultimo assalto delle procure, Salvini ha potuto toccare con mano il giustizialismo dei grillini. Che, in difficoltà nei sondaggi, hanno subito impugnato il forcone giudiziario per ricordare allo (scomodo) alleato leghista che deve usare altri toni quando parla delle toghe. “Di certo – ha tagliato corto Di Maio su La7 – non si può dare sostegno alle accuse ai magistrati. Non è giusto che non si rispetti la magistratura”. Lo stesso Bonafede, pur concedendo al leader leghista la liberta di “ritenere che un magistrato sbagli”, gli ha vietato di “rievocare toghe di destra e di sinistra”. Un putiferio giudiziario e governativo, insomma, che per una serata è sembrato mettere a serio rischio la tenuta della maggioranza.
Salvini, che sembra determinato ad andare avanti a governare per tutta la legislatura, ha assicurato di aspettare “con grande rispetto, celerità e curiosità” le sentenze che lo riguardano e si è detto anche “disposto ad andare a Palermo a piedi” per spiegare come sta lavorando per “bloccare l’immigrazione” (guarda il video). “Se sono un sequestratore ne trarrò le conseguenze – ha, quindi, concluso – ma penso di essere un esecutore di quello che mi chiede il popolo italiano”.

I grillini sempre pronti a fare i qualunquisti con la cultura di somari di terza media.

Tuttavia è vero, non c’e’ uno scontro tra Politica e Magistratura come ai tempi dei governi Berlusconi.

E non ci deve essere.

Berlusconi si scontrava con i Giudici perchè difendeva i suoi interessi e le sue malefatte da troll.

Salvini difende solo l’Italia e gli Italiani, compresi i magistrati.

Hail Victory Emperor!

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