Zacharčenko probabilmente ucciso dalla CIA, adesso ci saranno gravi conseguenze

di Tom Von Oben
Il Daily Stormer
September 1, 2018

Alexander Vladimirovich Zakharchenko è stato il primo leader separatista nel conflitto Ucraino che dopo la Crimea cercò di far annettere alla Russia parte della regione del Donbass, creando così la Repubblica popolare di Donetsk, dove Zakharchenko è stato primo ministro dal 2014 fin o a ieri, quando è stato ucciso a Donetsk da una bomba piazzata dentro ad un Bar Caffè. Non era uno qualunque, e la risposta alla sua uccisione non sarà una risposta qualunque…
Il Fatto Quotidiano:

La situazione nel sud est dell’Ucraina rischia di infiammarsi. Alexander Zakharchenko, capo dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, una delle repubbliche separatiste del Donbass, è rimasto ucciso in un’esplosione avvenuta presso il bar Separ, situato nel centro della città. L’amministrazione della repubblica popolare, riporta la Tass, ha confermato la morte di Zakharchenko precisando che si tratta di un “attentato”. Il ministro delle Finanze Alexander Timofeyev è rimasto ferito nell’esplosione.
Dopo aver combattuto al fronte, Zakharchenko, 42 anni, era stato nominato primo ministro dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk l’8 agosto 2014. Il 2 novembre dello stesso anno era stato eletto presidente con il 75% dei consensi. Nel febbraio 2015 aveva partecipato alle trattative per la stesura del trattato di pace di Minsk II.
Le autorità di Donetsk hanno fatto sapere di aver fermato alcuni “sabotatori ucraini” poco dopo l’attentato mentre percorrevano le strade della città in macchina. “Si tratta di un’altra aggressione da parte dell’Ucraina: vendicheremo la morte di Zakharchenko”, ha tuonato Denis Pushilin, presidente del Consiglio del Popolo di Donetsk.

La manovra a tenaglia della NATO per circondare la Russia dall’Ovest continua. Come un serpente che striscia silente e inesorabile verso la sua preda.
Ma se la preda del serpente è un grosso orso che ha già sconfitto nella Storia due grandi eserciti…

A dargli manforte ci ha pensato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Ci sono tutte le ragioni per credere che dietro questo assassinio vi sia il regime di Kiev: hanno giù utilizzato metodi simili, più volte, per eliminare persone indesiderate”, ha dichiarato. “Invece di rispettare gli accordi di Minsk, e cercare modi di risolvere il conflitto interno, i guerrafondai a Kiev stanno attuando lo scenario terroristico esacerbando la complessa situazione nella regione”, ha incalzato.
I servizi di sicurezza ucraini (SBU) hanno negato ogni coinvolgimento e hanno puntato il dito contro i “conflitti interni” alle nuove oligarchie di Donetsk e all’opacità dei loro affari. Se, come sempre, Kiev e Mosca tirano l’acqua ai rispettivi mulini, di fatto la situazione sul campo nel Donbass si è aggravata molto nel corso dell’estate e la conta dei morti e dei feriti, da entrambi i lati del fronte, continua a salire. E gli accordi di Minsk, appunto, restano lettera morta.
Il conflitto da congelato rischia però ora d’infiammarsi. In Ucraina il prossimo anno ci saranno le presidenziali e l’attuale leader Petro Poroshenko continua a battere il tasto sul tema dell’ingresso del Paese nella Nato – che per Mosca equivale a un affronto. Un equilibrio sempre più difficile da mantenere.

Nonostante l’ammirazione per Vladimir Putin come leader, anche l’Ucraina ci è simpatica come nazione. Da sempre.

Ma quando c’e’ qualcuno che trama dietro le quinte per far litigare due vicini di casa prendere una parte rispetto ad un’altra diventa totalmente inutile.

E i Kike sono quelli dietro le quinte che tessono le ragnatele, negli scenari di guerra e di geopolitica ci sono sempre e giocano un ruolo fondamentale nei conflitti europei da secoli.

Donald Trump difficilmente cercherà , almeno in questa prima fase, di usare il pugno duro contro Mosca a difesa dell’alleata Ucraina, e sono sicuro che aspetterà che questo conflitto si risolva per consentire all’Ucraina di entrare nella Nato, o per non consentire proprio un bel nulla, perchè la vecchia politica di espansione militare della NATO è stata tutto un costo in maggior peso sulle spalle dei contribuenti americani, e Trump infatti si è espresso su questa problematica in tempi non sospetti.

La risposta russa arriverà nel Donbass e sarà dura, forse tra qualche ora, giorno, ma non passerà molto tempo, i Russi non amano i piatti troppo freddi.

Per fermare l’escalation che questo conflitto potrebbe avere e andare alla sua risoluzione l’unica cosa da fare è tenere sotto controllo i mercenari dentro e fuori le istituzioni americane, come la CIA e l’NSA, e perfino l’FBI, che sono legati ad Israele, o hanno radici ebraiche.

Ma i veri americani che sono , in parte, al comando conoscono tutto questo…

Interessante in tal senso è vedere i documentari di Oliver stone, Ukraine on fire e Le Interviste con Putin, dove si evince chiaramente che le violenze , o prevaricazioni, nell’area non sono state causate dai Russi, che hanno solo cercato di proteggere quella parte di popolazione filorussa che poi ha liberamente scelto di unirsi con libero e democratico referendum alla Russia, come la Crimea.

 

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